Passa ai contenuti principali

Post

Germano

Germano lavora da quarant'anni, è del 1949.  Quarant'anni a quaranta ore settimanali. Il suo è il lavoro più utile di tutti, è medico.  Ma non un medico generico, è oncologo, quindi cura il cancro e da buon filantropo – anche se avere a che fare coi “cristiani” è dura -, ne ha salvati tanti. Uomini e donne d'ogni estrazione, belli, brutti, intelligenti, un po' così, tutti.  A ciascuno presta un'attenzione sapiente, fatta di tanta buona medicina ma non basta: oltreché una laurea per esercitare l'arte di Asclepio, nel corso del tempo, sempre lavorando come un assatanato, si è preso anche una laurea in filosofia, con una tesi su Hegel, mica bruscolini.  Come se non bastasse, a tratteggiarne il profilo di uno che quando visita lo fa con una presenza (anche di spirito) eccezionale, s'aggiunge in sovrappiù una cultura musicale fuori dal comune.  Medico, filosofo, musicista, fine conoscitore dell'animo umano, Germano visita fino a quaranta pazienti al gi...

Basilio

Basilio Scalas, Cagliari 1958, ci mette la faccia senza remore in questa intervista: in fondo chi è senza peccato non ha nulla da raccontare, pensa.  Lui sta tutto nella penultima domanda, cosa vorresti per te, risponde semplicemente, ho abbastanza.  Segno che per lui il vil denaro è solo un mezzo, guadagna milleduecento euro al mese. Non molto se si pensa che solo da tre anni lavora con un minimo di certezza.  Sua è la direzione tecnica del   teatro Massimo di Cagliari, per dieci mesi l'anno si montano e smontano spettacoli e spettacoli, il suo è il lavoro pesante che sta dietro la levità dell'effimero.  Fari, cavi, scale, quinte, fondali, cieli, scenografie, cantinelle, impianti audio e consolle, dimmer e kilovattori: ecco il suo glossario, vademecum da retroscena. Per dieci giorni, d'estate, si sposta in Gallura, a nord, a curare la Musica sulle Bocche.  Vive in un paese dell'hinterland, a pochi chilometri dal capoluogo, Assemini, in una bell...

Claudio

Claudio è un giornalista, iscritto all'Ordine.  Per il “mercato del lavoro”,   a quarantotto anni è un atipico di fatto dipendente, continuato per nove mesi e subordinato, in più ha buon gioco con collaborazioni sparse.  Ma a lui, maturità classica e una cultura musicale sconfinata, di chiamare lavoro quel che fa proprio non gli viene. “Lavorare” non gli interessa perché la parola stessa ha ormai perso il valore sociale che la rendeva nobile. Casomai quel che fa è vendere il suo tempo e parte delle sue capacità cognitive e motorie: dalle sei alle otto ore al giorno con orari mobili. Ore che trascorre nella redazione di una radio, occupandosi dalla progettazione culturale alla segreteria e viceversa, ma se fosse necessario pulirebbe anche i cessi.  Il suo conto in banca, comunque, è sempre in rosso, certezza matematica a fronte di un'incertezza anzi di un'impossibilità vera a calcolare pagamenti mensili: deve fare una media annua ma è anche vero che ogni a...

Norman

Norman è una rarità, un uomo capace di sporcarsi di terra e insieme ritrovarsi nella letteratura, unica sorella che ti cambia l'esistenza, la rende plurima, degna d'essere vissuta.  Vive di rendita Norman, cinquemila euro al mese e potrebbero essere molti di più. Ma non è stato sempre così.  Appena trentaquattro anni eppure Norman può dire d'aver conosciuto la metamorfosi: un'infanzia tranquilla, poi la bancarotta in famiglia, famiglia benestante, il frigo vuoto, l'ansia della cara madre, era ai tempi dell'Erasmus, lui si mantenne lavorando, cosa che nessun compagno del liceo irlandese avrebbe mai fatto, fatto salvo un amico che ancor non l'abbandona.  La prima fonte di reddito fu il dottorato all'Università di Siena, fu allora che poté permettersi una casa sua, un buchetto in affitto in pieno centro di Roma.  Allora traduceva anche, tirava su uno stipendio, finché una cara prozia non lo lasciò erede di una fortuna.  Ci mise un anno a renderse...

Gino

Gino è nato negli anni sessanta, il boom.  Gino oggi dispone di 650 euro al mese, cerca di farcela con quello che ha.  Fa l'operaio edile, ha imparato tutto sul campo, grazie a un mastro eccellente, praticamente per mimesi.  Riesce a lavorare sette mesi l'anno, ha una sua cerchia di clienti.  Prima aveva un'impresa, una squadra di maestranze sciolta quando c'è stato il crollo, il lavoro a un certo punto non c'è stato più. Fino a allora non mancava, poi si è cominciato a risparmiare, e oggi lavorano solo i grandi, Caltagirone per esempio.  E loro, i grandi, se devono assumere, assumono i giovani e Gino ha cinquant'anni.  Ma non si lamenta mai, è un rivoluzionario (anche nella relazione con gli altri), fin dai tempi della scuola, era il '77, anni di piombo, frequentava un Istituto tecnico, allora lottava contro la scuola dei padroni e al ricordo ancora s'accende, precoce manifestazione d'insofferenza verso l'Istituzione. Insofferenz...

Che cos'è Quaderno Rosso

Quaderno rosso nasce nel 2011, in piena crisi. A quei tempi frequentavo persone molto distanti fra loro economicamente.  C’era chi campava con pochissimo, alcuni quasi niente, e chi aveva migliaia di euro al mese. Nel mezzo, chi possedeva un contratto di lavoro.  Per un periodo, non c’era giorno che un imprenditore o disoccupato si togliessero la vita.  Mi dissi che forse quel periodo andava fermato con dei ritratti a partire da un questionario di 21 domande: si andava dal denaro di cui si disponeva al mese, a quanti libri si leggevano. Senza trascurare lavoro, salute, casa, fede, cultura e relazioni, sogni e speranze.  Dietro ogni ritratto c’era un incontro di circa due tre ore con la persona che accettava di rispondere al questionario, poi un lavoro di riscrittura ispirato alle Vite di uomini non illustri di Giuseppe Pontiggia: ciascun ritratto doveva stare in una pagina poco più. Ne misi insieme un bel po’, ma la tecnica dà e la tecnica toglie, la fi...